Cultura: 5,4 milioni a istituti e fondazioni, ma il Sud è ancora indietro

 

Sono 103 gli istituti culturali finanziati in Italia nel triennio 2012-2014. Il contributo stabilito dalla legge 534 del 1996 ammonta a cinque milioni e 430mila euro, ma dalla mappa dell’Italia quasi scompare il Sud.

La maggiore fetta di finanziamenti, stabiliti su base triennale allo scopo di sostenere fondazioni, istituti e biblioteche che contribuiscono a preservare e promuovere il patrimonio culturale italiano, è stata attribuita alle regioni del centro-nord, con una concentrazione particolare in Lazio, Toscana e Veneto.

Roma è la città con il più alto numero di enti e istituzioni finanziate. Il Lazio, come detto, è la prima regione con quasi 2 milioni di euro annuali, più di un terzo dell’intero importo stanziato nel 2012 dall’allora ministero per i Beni e le Attività Culturali, Pietro Ornaghi.

Ben 280mila euro sono stati attribuiti alla Giunta centrale per gli studi storici e deputazioni di storia patria, altri 190mila a testa per l’istituto Luigi Sturzo e l’Istituto Antonio Gramsci.

Firenze e la Toscana, patria della lingua italiana, sono stati finanziati complessivamente per poco più di un milione di euro. Le cifre più importanti riguardano il museo della scienza intitolato a Galilei e quello sul Rinascimento, rispettivamente 190mila e 140mila euro. Altri 90mila euro sono andati all’Accademia della Crusca.

Nonostante il fermento culturale e l’aggiudicazione del titolo di capitale europea della Cultura 2019 da parte di Matera, il Mezzogiorno è indietro rispetto alle altre regioni italiane. La Campania ha ottenuto 290mila euro da dividere per sette istituti. La Puglia 50mila euro per due istituti, la Sicilia 70mila per un solo soggetto.

Per l’anno 2013, il contributo complessivo è diminuito a 4.759.000 euro, con un taglio pari al 13% che ha riguardato tutti i soggetti beneficiari.

L’ambito di maggiore finanziamento è quello storico-artistico, con 39 enti su 103. Seguono gli istituti attivi in campo economico-politico, basti pensare alle fondazioni intitolate ad Alcide De Gasperi, tra l’altro presieduta dal ministro degli Interni Angelino Alfano, o quelle che portano i nomi Antonio Gramsci, Bettino Craxi e Ugo La Malfa. Se gli istituti attivi in ambito storico-artistico ottengono 2,2 milioni di euro, a quelli di natura politico-economica vanno 830mila euro.

Poche donne alla guida di istituti, fondazioni e biblioteche finanziati dal Ministero per i Beni e le attività culturali. Appena 11 vertici al femminile su 103, pari al 10,6%. Se si considera, invece, l’importo ottenuto dalle istituzioni, quelle con a capo una donna hanno incassato appena l’8,8%: 480mila euro a fronte di quasi cinque milioni degli omologhi maschili. Il dato, elaborato consultando gli organigrammi pubblicati sui siti web delle istituzioni, non tiene conto delle presidenze onorarie, ma solo dei vertici effettivi. In queste realtà l’obiettivo della parità di genere è ancora da realizzarsi.

 

I dati utilizzati per realizzare queste visualizzazioni sono consultabili a questo link.

Gianluca De Martino

Gianluca De Martino

Giornalista freelance, scrivo per web, carta e tv. Cresciuto a Pompei, poi adottato da Roma. Ho trascorso dieci anni in quotidiani e emittenti televisive in Campania, dove mi sono occupato di politica, cronaca di vari colori, soprattutto nera, e inchieste. Poi ho scoperto il data journalism e non l’ho più mollato. Ho scritto anche per la televisione: nel 2012 tra gli autori di “Num3r1”, in onda su Rai Due e primo esperimento di data journalism in tv. Poi un’esperienza con La7 e altri due documentari autoprodotti. Con i dati mi piace raccontare soprattutto politica e calcio, due mondi dominati dalle opinioni.
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